La proliferazione del settore escort nel nostro Paese

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L’Italia, o meglio il suo popolo maschile, si rivela oggi ben diverso da come si possa pensare. Una recente inchiesta ha dimostrato che nel nostro Paese sono ben 9 milioni gli italiani che hanno praticano del sesso a pagamento almeno una volta nella vita.

Il sesso a pagamento diventa quindi un enorme mercato, specialmente nel nord e soprattutto nei grandi centri come Milano e Torino (vedi escort Torino), dove esse rappresentano una buona maggioranza di quelle presenti su tutto il territorio.

Naturalmente, qui non siamo né in Olanda, né in Germania. Nel nostro Paese come è noto la situazione è quella di una non regolamentazione del settore, in Italia vige l’ipocrisia sebbene i dati parlino chiaro: gli italiani che fanno o hanno fatto sesso a pagamento sono lo stesso numero degli abitanti dell’intera Svezia.

Così siamo testimoni di un mercato che tra proibizionismo, ipocrisia e legalità, continua a moltiplicarsi anche perché in molte sono le ragazze che vedono questo Paese come florido punto d’atterraggio per costruire un business basato sul sesso. Il trend tuttavia ultimamente parla di una preferenza crescente da parte degli uomini nei confronti delle escort, rispetto alle più classiche “ragazze da strada”.

Il Piemonte guida la classifica delle regioni italiane con più accompagnatrici, in proporzione alla popolazione. Soprattutto il capoluogo, Torino, è diventato ormai crocevia nazionale dove domanda e offerta sui piacere della carne si incontrano per riconfigurare la città come una nuova Gomorra. A Torino sono presenti diverse accompagnatrici ma vi sono anche ragazze provenienti da tutto lo stivale. Non mancano ovviamente nemmeno le straniere, soprattutto le ragazze dell’est europeo.

A detenere il secondo posto dopo l’area piemontese è quella lombarda, dove il flusso del sesso a pagamento genera ricavi straordinari per miliardi di euro annui. Una situazione insomma che, secondo un’opinione ormai largamente diffusa nella popolazione, il nostro Governo dovrebbe regolamentare per far sì che ci possa essere maggiore tutela nei confronti delle accompagnatrici e dei loro clienti.

Trovare una ragazza

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Incontrare una ragazza. La ricerca di una donna.

La solitudine è una brutta bestia”, come recita un vecchio detto popolare e nella realtà, è proprio così, specie, per quei soggetti (maschi o femmine indistintamente che hanno difficoltà a gestire questo problema).

Non tutti infatti hanno la capacità a gestire la solitudine e le relazioni con l’altro sesso alla solita maniera e questo, è dovuto ad una serie di ragioni.

I maschi in generale, dedicano una parte importante del loro tempo(specie, nella prima fase della loro vita quando sono giovani o molto giovani) alla ricerca di una compagna (fidanzata, moglie, amante, ecc.).

Anche le donne ‘a loro modo’ fanno lo stesso!

Per quanto riguarda la ricerca della femmina da parte del maschio, come accade del resto in natura(fra gli animali), tutto questo si tramuta anche in una competizione con gli altri maschi nel tentativo di accaparrarsi la femmina desiderata.

Voglio una donna. Quando l’ambiente non facilita le cose.

Occorre dire che che non tutti gli ambienti (sociali, territoriali) sono simili per quanto riguarda la facilità/possibilità di approccio e conoscenza di una donna.

Lavorare e vivere in un ambiente con forte presenza femminile aiuta certamente a conoscere ed entrare in contatto con donne.

Vivere in una grande città od in alternativa in un piccolo centro, rappresenta una bella differenza in termini di opportunità.

Talvolta, trovare una ragazza, specie per alcuni soggetti diventa un vero e proprio problema, reso ancor più arduo se il nostro ‘eroe’ è timido ed ha difficoltà a comunicare.

Cerco ragazza. Le occasioni che si presentano.

Anche l’età ed il passare degli anni, influiscono nella possibilità maggiore o minore di riuscire ad accaparrarsi una donna.

La paura della solitudine ma sopratutto, la difficoltà a convivere con essa con il passare degli anni si fa sempre più ‘pesante’.

I primis, con gli anni che passano è più difficile disporre di occasioni di incontro (gli impegni di lavoro e della vita, il minor tempo disponibile per se stessi in generale, la minor voglia di ‘uscire’ e frequentare ambienti diversificati, ecc.).

Anche la minor disponibilità a scendere a compromessi diventa un ostacolo a conoscere e socializzare con l’altro sesso.

Si diventa in molti casi meno flessibili e disposti a ‘rischiare’ di avviare relazioni per paura di sbagliare e di soffrire.

Per molti infatti, bruciano le esperienze negative accumulate nel corso degli anni precedenti.

Il fenomeno del turismo sessuale legato ai transessuali

Con il termine turismo sessuale si intende una pratica che consiste nell’intraprendere viaggi in luoghi specifici con lo scopo di ottenere prestazioni sessuali da parte di donne, uomini, transessuali e minorenni in cambio di una remunerazione economica (anche se a volte il compenso può anche essere dato in maniera più informale, ad esempio tramite regali). Le mete più gettonate per questo tipo di pratica sono il Kenia, il Marocco, il Bangladesh, la Thailandia, il Brasile, la Colombia e i paesi dell’Est Europa (ma la lista dei siti di destinazione è destinata ad aumentare), luoghi scelti da individui che partono dai paesi occidentali.

Dietro il turismo sessuale non c’è solo la voglia di sesso a pagamento ma anche il desiderio (e la possibilità) di attuare tranquillamente dei comportamenti che in Occidente non si potrebbero mettere in pratica, per lo meno non con la stessa tranquillità e facilità: uno dei motivi di attrazione è infatti l’accesso, come già menzionato, alla prostituzione minorile, che sta diventando un fenomeno esponenziale e drammatico arrivando a poter coinvolgere anche bambini di tenera età. Il basso costo delle prestazioni è un ulteriore motivo di interesse per i turisti.

Le mete più visitate per quanto riguarda il turismo di matrice transessuale sono il Brasile e la Thailandia che sembrano godere del primato di nazioni con il più alto numero di trans. Le città con il più forte tasso di turismo sessuale in Thailandia sono Bangkok e Pattaya.

Da sempre il transessuale, per la sua ambiguità, genera fascino, desiderio e al tempo stesso- in alcune persone- un senso di disagio ed è proprio questo conflitto tra “volere e non volere” a far sì che i trans siano sempre più richiesti nel campo o della prostituzione: incarnando sia il maschile che il femminile, essi sono visti come uomini completi o donne complete perché possono soddisfare, nonché comprendere, la maggior parte delle fantasie erotiche, appagando pienamente desideri fisici e mentali.

In Thailandia la prostituzione è illegale ma di fatto è tollerata e praticata alla luce del sole, vista anche come qualcosa che può far bene alla società perché c’è chi ritiene che aiuti a diminuire il tasso di violenze sessuali; il mestiere della prostituzione viene inoltre considerato come un qualsiasi altro lavoro tant’è che una prostituta può essere scelta come moglie senza troppi pregiudizi. La maniera più diffusa per interagire con le prostitute thailandesi è tramite gli appositi locali a luci rosse; i transessuali, qui, sono chiamati kathoey e, come i loro colleghi, si esibiscono in pista o svolgono attività di intrattenimento ai clienti. Vi sono addirittura alberghi che presentano cataloghi dove sfogliare gli annunci legati ad escort e trans.
In Thailandia la transessualità è vista come una modalità di essere del tutto normale e rispettabile; questo, quindi, fa sì che chi sceglie di avere un’avventura con un trans non si sentirà addosso, per la sua scelta, i pregiudizi e i tabù che potrebbe subire in altre nazioni.

In Brasile, invece, i transessuali non godono dello stesso rispetto, anzi hanno moltissime difficoltà a vivere e ad essere accettati, sono spesso vittime di crimini violenti ed è soprattutto questo uno dei motivi per cui, non riuscendo il più delle volte, anche a causa della povertà, a condurre una vita come vorrebbero, finiscono nel giro della prostituzione. In Brasile le prostitute (donne o trans) possono frequentare i marciapiedi, i locali o le saune, sono molto curate e generalmente preferiscono rapporti duraturi con i loro clienti, con i quali instaurano relazioni amichevoli e ai quali spesso chiedono regali anziché denaro. Per i brasiliani la cura del corpo è molto importante, quindi anche la chirurgia plastica viene vista come una cosa del tutto normale e ne usufruiscono sia uomini che donne. Essendo molto piacenti, i transessuali brasiliani sono molto desiderati e questo fa sì che spesso ragazzi adolescenti che entrano nel mercato della prostituzione (adescati il più delle volte via internet) possano essere costretti, da bande criminali, a operarsi per poi essere mandati a prostituirsi in Europa. Uno dei paesi in cui vengono fatti emigrare è proprio l’Italia, dove la richiesta di transessuali a pagamento è molto alta.