Il fenomeno del turismo sessuale legato ai transessuali

Con il termine turismo sessuale si intende una pratica che consiste nell’intraprendere viaggi in luoghi specifici con lo scopo di ottenere prestazioni sessuali da parte di donne, uomini, transessuali e minorenni in cambio di una remunerazione economica (anche se a volte il compenso può anche essere dato in maniera più informale, ad esempio tramite regali). Le mete più gettonate per questo tipo di pratica sono il Kenia, il Marocco, il Bangladesh, la Thailandia, il Brasile, la Colombia e i paesi dell’Est Europa (ma la lista dei siti di destinazione è destinata ad aumentare), luoghi scelti da individui che partono dai paesi occidentali.

Dietro il turismo sessuale non c’è solo la voglia di sesso a pagamento ma anche il desiderio (e la possibilità) di attuare tranquillamente dei comportamenti che in Occidente non si potrebbero mettere in pratica, per lo meno non con la stessa tranquillità e facilità: uno dei motivi di attrazione è infatti l’accesso, come già menzionato, alla prostituzione minorile, che sta diventando un fenomeno esponenziale e drammatico arrivando a poter coinvolgere anche bambini di tenera età. Il basso costo delle prestazioni è un ulteriore motivo di interesse per i turisti.

Le mete più visitate per quanto riguarda il turismo di matrice transessuale sono il Brasile e la Thailandia che sembrano godere del primato di nazioni con il più alto numero di trans. Le città con il più forte tasso di turismo sessuale in Thailandia sono Bangkok e Pattaya.

Da sempre il transessuale, per la sua ambiguità, genera fascino, desiderio e al tempo stesso- in alcune persone- un senso di disagio ed è proprio questo conflitto tra “volere e non volere” a far sì che i trans siano sempre più richiesti nel campo o della prostituzione: incarnando sia il maschile che il femminile, essi sono visti come uomini completi o donne complete perché possono soddisfare, nonché comprendere, la maggior parte delle fantasie erotiche, appagando pienamente desideri fisici e mentali.

In Thailandia la prostituzione è illegale ma di fatto è tollerata e praticata alla luce del sole, vista anche come qualcosa che può far bene alla società perché c’è chi ritiene che aiuti a diminuire il tasso di violenze sessuali; il mestiere della prostituzione viene inoltre considerato come un qualsiasi altro lavoro tant’è che una prostituta può essere scelta come moglie senza troppi pregiudizi. La maniera più diffusa per interagire con le prostitute thailandesi è tramite gli appositi locali a luci rosse; i transessuali, qui, sono chiamati kathoey e, come i loro colleghi, si esibiscono in pista o svolgono attività di intrattenimento ai clienti. Vi sono addirittura alberghi che presentano cataloghi dove sfogliare gli annunci legati ad escort e trans.
In Thailandia la transessualità è vista come una modalità di essere del tutto normale e rispettabile; questo, quindi, fa sì che chi sceglie di avere un’avventura con un trans non si sentirà addosso, per la sua scelta, i pregiudizi e i tabù che potrebbe subire in altre nazioni.

In Brasile, invece, i transessuali non godono dello stesso rispetto, anzi hanno moltissime difficoltà a vivere e ad essere accettati, sono spesso vittime di crimini violenti ed è soprattutto questo uno dei motivi per cui, non riuscendo il più delle volte, anche a causa della povertà, a condurre una vita come vorrebbero, finiscono nel giro della prostituzione. In Brasile le prostitute (donne o trans) possono frequentare i marciapiedi, i locali o le saune, sono molto curate e generalmente preferiscono rapporti duraturi con i loro clienti, con i quali instaurano relazioni amichevoli e ai quali spesso chiedono regali anziché denaro. Per i brasiliani la cura del corpo è molto importante, quindi anche la chirurgia plastica viene vista come una cosa del tutto normale e ne usufruiscono sia uomini che donne. Essendo molto piacenti, i transessuali brasiliani sono molto desiderati e questo fa sì che spesso ragazzi adolescenti che entrano nel mercato della prostituzione (adescati il più delle volte via internet) possano essere costretti, da bande criminali, a operarsi per poi essere mandati a prostituirsi in Europa. Uno dei paesi in cui vengono fatti emigrare è proprio l’Italia, dove la richiesta di transessuali a pagamento è molto alta.